DOPO ANNI DI STUDI E DI ESPERIMENTI, ABBIAMO APPURATO CHE GLI OBIETTIVI DEI TELEFONINI VALORIZZANO IL NASO. ECCONE LA PROVA.
Emanuele,
cazzo ridi!

Ecco... Così va meglio.

Gianluca,
c'est moi,
direttamente dal campo nomadi,
frequento la scuola di cine...
...perchè ci si pole anco dormì.



Consuelo,
smèèèttila di fare codesta faccina,
tanto un ci si crede.

Daniel,
Cut...
Crash...
Facciad'angelo...
I'ppeggio!

Carlo,
cazzo ci fai n'i mezzo
a questa marmaglia?

Ilaria,
eddai...
cantaci THRILLER...

David,
meglio conosciuto come 'BRAVIDE',
fate finta che un ci sia,
tanto ha sempre da fare.

Prima del viaggio a Lourdes,
era così.
Si... Lo so...
La differenza non si nota un granché.

1988 - UN ANNO A MILANO
... In breve ci sembrò d'avere stretto quelle amicizie destinate a reggere l'usura del tempo, poi, quando tutto finì ed ognuno tornò alla propria vita, ci accorgemmo, fatta qualche rara eccezione, che quella che chiamavamo amicizia in realtà era solo l'effetto delle circostanze e che forse, se al posto loro ci fossero stati altri, saremmo diventati amici alla stessa maniera, ne più, ne meno. Avremmo trascorso le stesse interminabili nottate a raccontarsi sottovoce tra il fumo di mille sigarette con la medesima inebriante sensazione dell'essere particolarmente vivi che trasaliva dal fondo dell'anima. Ricordo che presto Silvestro si fece portare la tastiera e la sera dopo cena in molti si davano appuntamento in camera nostra per canticchiare le solite canzoni da spiaggia. Ma non c'era ad illuminarci il bianco calore del sole ne il poetico chiarore delle stelle e della luna, solo la finta luce arancio dei lampioni che filtrava attraverso le finestre. Eravamo allegri, malinconici e speranzosi. Cantavamo le canzoni di Tozzi, parlavamo di programmazione strutturata, ricordavamo i momenti più belli e facevamo ardui progetti per il futuro. Come ci tornerei in quella stanza. Vent'anni fa...
Oggi si soffre e si fa soffrire, si uccide e si muore, si compiono cose meravigliose e cose orrende, non già per salvare la propria anima, ma per salvare la propria pelle. Si crede di lottare e di soffrire per la propria anima, ma in realtà si lotta e si soffre per la propria pelle. Tutto il resto non conta.
Curzio Malaparte
La pelle
L'odore dell'acciaio marcio vinceva l'odore dell'uomo, dei cavalli, quell'odore di guerra antica; perfino l'odore del grano e quello acuto e dolce dei girasoli svaniva in quel fetore acre di ferro combusto, di acciaio in putrefazione, di macchine di morte.
Curzio Malaparte
Kaputt
Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno più definitivamente.
Rainer Maria Rilke
Lettere milanesi

Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
Quando il bambino era bambino,
camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare.
Quando il bambino era bambino,
non sapeva di essere un bambino,
per lui tutto aveva un’anima
e tutte le anime erano un tutt’uno.
Quando il bambino era bambino
non aveva opinioni su nulla,
non aveva abitudini,
sedeva spesso con le gambe incrociate,
e di colpo si metteva a correre,
aveva un vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.
Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande:
perché io sono io, e perché non sei tu?
perché sono qui, e perché non sono lì?
quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?
la vita sotto il sole è forse solo un sogno?
non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo
quello che vedo, sento e odoro?
c’è veramente il male e gente veramente cattiva?
come può essere che io, che sono io,
non c’ero prima di diventare,
e che, una volta, io, che sono io,
non sarò più quello che sono?
Quando il bambino era bambino,
si strozzava con gli spinaci, i piselli, il riso al latte,
e con il cavolfiore bollito,
e adesso mangia tutto questo, e non solo per necessità.
Quando il bambino era bambino,
una volta si svegliò in un letto sconosciuto,
e adesso questo gli succede sempre.
Molte persone gli sembravano belle,
e adesso questo gli succede solo in qualche raro caso di fortuna.
Si immaginava chiaramente il Paradiso,
e adesso riesce appena a sospettarlo,
non riusciva a immaginarsi il nulla,
e oggi trema alla sua idea.
Quando il bambino era bambino,
giocava con entusiasmo,
e, adesso, è tutto immerso nella cosa come allora,
soltanto quando questa cosa è il suo lavoro.
Quando il bambino era bambino,
per nutrirsi gli bastavano pane e mela,
ed è ancora così.
Quando il bambino era bambino,
le bacche gli cadevano in mano come solo le bacche sanno cadere,
ed è ancora così,
le noci fresche gli raspavano la lingua,
ed è ancora così,
a ogni monte,
sentiva nostalgia per una montagna ancora più alta,
e in ogni città,
sentiva nostalgia per una città ancora più grande,
ed è ancora così,
sulla cima di un albero prendeva le ciliegie tutto euforico,
com’è ancora oggi,
aveva timore davanti a ogni estraneo,
e continua ad averlo,
aspettava la prima neve,
e continua ad aspettarla.
Quando il bambino era bambino,
lanciava contro l’albero un bastone come fosse una lancia,
che ancora continua a vibrare.
Peter Handke
Lied Vom Kindsein
Voi che mangiate sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
Se questo è un uomo
L'uomo non ha bisogno di una consolazione che sia un gioco di parole,
ma di una consolazione che illumini.
Stig Dagerman
Le tante cose facili della vita non lasciano che qualche flebile ricordo, quando va bene, di solito finiscono divorate dall'oblio. Le altre ci cambiano.
Era il 15 novembre 1982.
E la vita è piena davvero di cose facili e comode,
per questo sono sono riuscito a distrarmi così a lungo.
Animula vagula blandula...
Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...
Publius Aelius Traianus Hadrianus
1975 - MIA NONNA ASSUNTA VIENE A TROVARMI A SCUOLA
Ecco un altro ricordo fulmineo, ci sono io che cammino per il corridoio del piano terra della scuola elementare La Castellina, proprio vicino alla scalinata dove quel bastardo di quinta mi aveva fatto ruzzolare le scale, mi vengono incontro mia madre e mia nonna Assunta quasi novantenne. Credo fosse il primo pomeriggio di una luminosa giornata primaverile, il sole entrava attraverso le porte finestre poste una decina di metri dietro mia madre e mia nonna. La nonna Assunta, madre di mio padre, ricordo che durante i miei primi anni di vita aveva vissuto con noi. Poi decise di tornare a vivere con l'altro figlio e se ne andò. La sua cameretta divenne così la mia, oggi è il cucinotto del mio appartamento. Mi vengono incontro fino a trovarsi innanzi a me, ci fermiamo, mia madre mi chiede semplicemente se riconoscessi la nonna, ricordo che la riconobbi, era vecchia, ancora più curva rispetto all'ultima volta che l'avevo vista. Il volto solcato da profonde rughe pareva un campo arato visto dall'alto, gli occhi celesti erano patinati, velati, opachi, le labbra fini e rosse, i capelli più bianchi che grigi tirati all'indietro e fermati con un pocchio sulla nuca. Camminava a piccoli passi, tutta torta. Era secca, pareva che tutto quello che avrebbe dovuto stare tra la pelle e le ossa si fosse per qualche motivo prosciugato, addirittura evaporato, la carne gli stava esalando di dosso. Pensare ai vecchi mi rende triste, si vede chiaramente in loro che la vita nel prendere le distanze si porta via le cose superflue lasciando solo l'essenziale. Poi si porta via anche quello! Già da piccino pensavo al fatto che prima o poi avrei dovuto morire anche io e facevo la conta degli anni e mi pareva così lontano quel traguardo, quasi irraggiungibile. Avevo l'idea che infinite cose ancora mi separassero da quella triste meta e pensavo che la maggior parte di queste fosse bella o quantomeno divertente. Si, avevo ragione, di cose ne sono successe tante e tante spero ne accadranno ancora, quello su cui mi sbagliai clamorosamente fu la questione del divertimento. Mi sono divertito poco, anche da ragazzo, anzi, soprattutto da ragazzo. L'invecchiamento comincia quando pensando ai giochi da bambino si diventa malinconici. A vent'anni ero già vecchio. Porcoddio!
Una volta intuito quel posto dell'anima dove nascono i pensieri buoni, basta puntarci la prua contro ed il gioco è fatto.
Madre natura corregge velocemente i propri errori quando gli uomini non la contaminano con i loro deliri di onnipotenza, con la loro presunzione di potersi sostituire a Dio.
Sapevo che il bene e il male sono una questione di abitudine, che il temporaneo si prolunga, che le cose esterne penetrano all'interno, e che la maschera, a lungo andare, diventa il volto.
Marguerite Yourcenar
Memorie di Adriano
Quando tutti i calcoli astrusi si dimostrano falsi, quando persino i filosofi non hanno più nulla da dirci, è scusabile volgersi verso il cicaleccio fortuito degli uccelli, o verso il contrappeso remoto degli astri.
Marguerite Yourcenar
Memorie di Adriano
Le cose devono poter essere chiamate per nome, e se non reggono a questa prova non hanno il diritto di esistere. Spesso si cerca di salvarle con una sorta di vago misticismo. Il misticismo deve fondarsi su un’onestà cristallina: quindi prima bisogna aver ridotto le cose alla loro nuda realtà.
Etty Hillesum, Diario.
Ma non sono i fatti che contano nella vita, conta solo ciò che grazie ai fatti si diventa.
Etty Hillesum
E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante
Cancella col coraggio quella supplica dagli occhi
Troppo spesso la saggezza é solamente la prudenza più stagnante
E quasi sempre dietro la collina é il sole !
Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente ?
Ma perché tu non vuoi spaziare con me
Volando intorno a una tradizione
come un colombo intorno a un pallone frenato
e con un colpo di becco ben aggiustato
forarlo e lui giù, giù, giù…
E noi ancora ancor più su
Planando sopra boschi di braccia tese
Un sorriso che non ha, né più un volto né più un’età
E respirando brezze che dilagano su terre
Senza limiti e confini
Ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
E più in alto e più in là
Se chiudi gli occhi un istante
Ora figli dell’immensità…
Se segui la mia mente, se segui la mia mente
Abbandoni facilmente le antiche gelosie
Ma non ti accorgi che é solo la paura
Che infine uccide i sentimenti
Le anime non hanno sesso, ne sogni
Non tu non temere, tu non sarai preda dei venti
Ma perché non mi dai la tua mano perché
Potremmo correre sulla collina
E dai ciliegi veder la mattina… é già là !
E dando un calcio ad un sasso, residuo d’inferno
Farlo rotolar giù… giù… giù…e poi ancora ancor più su
Planando sopra boschi di braccia tese
Un sorriso che non ha, né più un volto né più un’età
E respirando brezze che dilagano su terre
Senza limiti e confini
Ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
E più in alto e più in là
Ora figli dell’immensità!
La collina dei ciliegi - Battisti/Mogol
Nessun colloquio con se stessi può essere del tutto sterile: qualcosa ne viene fuori per forza, non fosse altro la speranza di ritrovarsi un giorno.
Emil Cioran
La presa di coscienza è un atto istantaneo,
l'acquisizione della coscienza è un lavoro lungo e difficile.
René Daumal
Quanto mi ripugna uno che dice di sé: 'Sono felice!'.
Quanto mi fa piacere uno che dice di una cosa: 'Come è bella!'.
Peter Handke